Di questo magnifico autore, Edgar Allan Poe, ho letto una raccolta semi-integrale di racconti, che devo ammettere essere bellissimi. in tutti i racconti relegati nella sezione "mistero e orrore" ci sono sicuramente come elementi frequentissimi l'ansia, l'angoscia, l'orrore e la follia. in particolare Poe si sofferma proprio su questo aspetto, che cerca di comprendere con tutto se stesso. troviamo infatti racconti come "Eleonora" o "Il cuore rivelatore", che presentano già nelle prime righe una definizione, o meglio dire, un tentativo di scagionatura dell'essere umano dalla follia. cito dal testo: "gli uomini mi hanno chiamato pazzo, ma ancora non è risolta la questione se la pazzia sia o meno l'intelligenza più elevata..."; "io sono nervoso, molto nervoso, e lo sono sempre stato. ma perché pretendete che io sia pazzo? [...] notate con quanta assennatezza e, soprattutto, con quanta calma io posso narrarvi tutt'intero il fatto". notiamo come Poe provi a definire la pazzia "prima del tempo", ovvero quando non si erano ancora gettate le basi della picanalisi.trovo l'autore veramente appassionante, e particolarmente abile e fine nell'uso della lingua. questo tratto ben traspare soprattutto nella traduzione che ho letto, a cura di Gabriele Baldini e Luciana Pozzi. consiglio a chiunque di leggere questi racconti stupendi, che aprono occhi e mente e sfatano tutti i miti sull'austerità, l'inaccessibilità e l'orrore del Poe, troppo spesso in circolazione tra persone che magari non lo hanno nemmeno letto.
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